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Chi è Giovanni Capecchi

  Sono nato all’ospedale di Careggi il 16 settembre 1971 (per questo sui documenti ho Firenze come luogo di nascita), ma sono sempre vissuto a Pistoia. Ho fatto le elementari a Candeglia, le medie alla Leonardo da Vinci e poi ho frequentato il liceo ‘Forteguerri’. Negli anni del liceo sono stato rappresentante degli studenti in Consiglio d’Istituto e ho incontrato Vasco Gaiffi, il professore che mi ha fatto amare la letteratura.

 

   Mi sono laureato in Lettere all’Università di Firenze nel 1995. I primi anni di Università sono stati anni di studio quasi esclusivo, anche se frequentavo – ogni sabato – le riunioni dell’associazione La Vigna, guidate da padre Armando Verde, dove si tentava (anche se l’associazione era entrata nella sua stagione conclusiva) di riflettere sulla città e sul mondo, con un approccio culturale più che di militanza. Poi la vittoria nel 1994 di Berlusconi mi ha fatto riavvicinare all’impegno politico e ho iniziato a frequentare le riunioni del movimento che meglio conoscevo e con il quale trovavo maggiori affinità: quello dei Verdi. Avevo infatti partecipato, sia pure indirettamente, all’esperienza dei Verdi Città per l’Uomo, che aveva visto unite, alla Comunali del 1990, la lista dei Verdi e il gruppo che ruotava attorno a San Domenico, guidato da Luca Iozzelli e Alessio Colomeiciuc.

 

   Nel 1994 sono stato eletto in Consiglio Comunale con i Verdi (maggioranza Pds e Verdi); poi sono stato rieletto nel 1998. Nel 2002 sono entrato in Giunta con Renzo Berti: deleghe alla Cultura, al Turismo e allo Sport, quest’ultima – dopo un anno – sostituita con la delega al Verde pubblico. Gli anni di Giunta sono stati intensi, belli e difficili. Nacquero manifestazioni con cadenza annuale come Letteraria e Tradizioni e oltre; fu complessivamente una stagione felice per la cultura, non certo soltanto per merito mio: era stata aperta da poco la biblioteca San Giorgio, era stato riaperto il Teatro Bolognini, veniva ristrutturato lo Spazio musica… L’esperienza in Giunta terminò prima della fine del mandato, nel gennaio 2006, perché non condividevo alcune scelte urbanistiche fatte dal Sindaco Renzo Berti.

   Nel 2007 mi sono candidato a Sindaco, sostenuto da due liste civiche (o quasi): una era la Lista Arcobaleno su Pistoia-Verdi (con candidati che venivano da tutto il centrosinistra e anche dall’area Pd: Stefano Palandri, Pasquale Gerardi…) e l’altra era una lista civica chiamata Progetto Comune, che riuniva rappresentanti di associazioni e comitati, oltre che singole individualità. Ottenemmo il 14% dei voti. Berti andò al ballottaggio ma non facemmo accordi tra il primo e il secondo turno. Sono quindi tornato in Consiglio comunale, sedendo sui banchi dell’opposizione, ma, come avevo detto anche in campagna elettorale, ho fatto un anno di mandato per poi lasciare il posto al primo dei non eletti, in modo da favorire una rotazione e un ricambio.

   Negli anni in cui sono stato in Consiglio Comunale ho avuto la tessera dei Verdi. Non mi ricordo fino a che anno, ma credo fino al 2004. È l’unica tessera di partito che ho avuto e da quella data, oltre vent’anni fa, non mi sono più iscritto a nessuna forza politica.

 

   Fin dalla prima lezione di Letteratura italiana alla quale ho assistito come studente universitario mi sono detto: Voglio fare questo lavoro (cioè quello del professore). Una volta laureatomi (mentre stavo facendo il servizio civile alla Croce Verde di Lamporecchio), ho fatto il Dottorato di ricerca in Italianistica all’Università di Firenze. Nel 2006 ho vinto il concorso per Ricercatore di ruolo di Letteratura italiana all’Università per Stranieri di Perugia. Poi nel 2016 sono diventato Professore associato. Nel 2017 ho ottenuto l’Abilitazione nazionale per essere Professore ordinario ma ad oggi non sono riuscito a compiere questo ultimo passaggio nella carriera accademica.

   In questi venti anni, in Università, ho lavorato intensamente. La letteratura è una passione, per me: amo fare lezione e stare con le studentesse e gli studenti, fare ricerca e scrivere, organizzare convegni e promuovere progetti. Oggi ho una rete di amicizie e di conoscenze, nell’ambito dell’italianistica, che va al di là dell’Italia. Questa rete si è consolidata facendo parte nel 2021 del Comitato Nazionale per il Centenario di Leonardo Sciascia (e seguendo con il Comitato e il MAECI l’organizzazione delle ‘Lezioni sciasciane nel mondo’), ideando e curando l’Atlante Pinocchio uscito nel 2024 con Treccani (un progetto nato a Pistoia, nell’ambito di Uniser e della Fondazione Caript: 150 studiose e studiosi di tutto il mondo che ricostruiscono la diffusione del capolavoro di Carlo Collodi in ogni angolo del pianeta), facendo parte – proprio quest’anno – del Comitato Nazionale per il Centenario di Andrea Camilleri e avendo il compito di coordinare gli incontri internazionali che riguardano il ‘padre’ del commissario Montalbano.

Il mio CV accademico è pubblico: https://www.unistrapg.it/it/docenti/giovanni-capecchi

 

   La conclusione dell’esperienza amministrativa in Comune, nel 2008, è stata seguita da un periodo di stanchezza nei confronti dell’impegno militante, anche perché – come ho detto – ho dedicato il massimo delle energie al lavoro. Non ho però smesso di seguire le vicende pistoiesi e di dedicare del tempo alla mia città.

   Dal 2014 sono il direttore della rivista NATURART e, da qualche anno dopo, del mensile “Discover Pistoia”, editi dalla Giorgio Tesi Group. Questa esperienza mi permette tra l’altro di mantenere un contatto con il territorio e di conoscere storie, esperienze, luoghi, che poi diventano articoli. Mi ha anche permesso di conoscere meglio il mondo del vivaismo.

Sono stato per due mandati nel Consiglio Generale della Fondazione Caript: ruolo che Luca Iozzelli mi chiese di accettare. Ho terminato questo incarico nel luglio del 2025. Nel 2021 Lorenzo Zogheri mi ha chiesto di entrare nel CdA della “nuova Uniser”, della quale, dopo le dimissioni di Giovanni Tarli Barbieri (divenuto Prorettore all’Università dio Firenze), sono presidente (incarico che si è appena concluso).

 

   Nel 2021 ho contribuito a fondare il Parco Letterario Policarpo Petrocchi, a Castello di Cireglio. Il Parco è gestito da una Associazione di promozione sociale affiliata all’Arci, di cui sono presidente. Il tema del Turismo letterario, che mi interessa anche come ambito di ricerca accademica, mi ha portato a tenere incontri in scuole e realtà del nostro territorio.

 

   Infine due informazioni sulla mia famiglia. Da figlio, ma cercando di imparare qualcosa, ho seguito le iniziative portate avanti da mio padre Giuliano: il Centro di Documentazione (ma in quegli anni ero davvero piccolo), le manifestazioni per la pace degli anni ’80 (credo di averne perdute poche), il Centro Stranieri in via degli Armeni, il doposcuola alle Fornaci, la Cooperativa Pantagruel (ho anche giocato a calcio nella squadra della Pantagruel; e subito dopo la laurea, per tre-quattro anni, ho lavorato nei Centri socio-educativi della Cooperativa: la mattina studiavo, il pomeriggio andavo al Centro). Nel 1999 mi sono sposato con Francesca, che insegna matematica alla scuola secondaria di primo grado a Quarrata. Abbiamo due figli: Chiara sta per laurearsi in Scienze dell’educazione (e lavora con la Cooperativa Intrecci) e Alessandro, che è iscritto a Economia e Commercio a Firenze e gioca nel Bottegone basket.

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